Prima mondiale
Francia, 2012, 45', dv, HD, colore
sceneggiatura, fotografia, montaggio, suono e scenografia Sylvain George
musica Black Justice Experiments
produttore Sylvain George, Joana Ribelle
produzione e vendite internazionali Noir Production
26, rue Damrémont 75018 Paris, France
Work in progress di un film in realizzazione sul movimento 15M di Madrid.
«Gli indignados sono il primo grande movimento spontaneo duraturo del mondo occidentale del XXI secolo. Un movimento profondo, transnazionale e trans-storico, che viene da lontano e riattiva e interroga concetti e idee messe ai margini: démos, logos, rivoluzione...
Plaza Puerta del Sol, 15M, passato e futuro si incontrano nel presente dove vengono combinati e incessantemente reinventati. Verso Madrid, Piazza Puerta del Sol, i paesi dell'Europa e del mondo si sono girati come fiori verso il sole». (Sylvain George)
«Sylvain George è un ribelle anti-conformista; mi piace poter rendere con l'armonica il grido di questi migranti che mai hanno la parola; mi sento sulla stessa lunghezza d'onda di Sylvain, un regista molto musicale». (Diabolo)
Vers Madrid è un "ciné-concert", musica suonata live da Diabolo su un film che ha già la propria colonna sonora di suoni e parole. Una proiezione a sorpresa concluderà la serata.
Sylvain George dopo aver concluso gli studi in filosofia, si dedica alla realizzazione di film poetici, politici e sperimentali. Collabora con artisti come Archie Shepp, William Parker e Valérie Dréville. Nel 2005 esordisce con le prime due parti della serie Contrefeux, riunite in un documentario intitolato Contrefeux 1 et 2: Comment briser les consciences? Frapper!, a cui seguono Contrefeux 3: Europe année 06 (Fragments Ceuta) e Contrefeux 4: Un homme ideal (Fragments K). Tra il 2005 e il 2008 gira i cortometraggi No Border e N'entre pas sans violence dans la nuit. Nel 2009 partecipa al Festival di Torino con L'impossible - Pages arrachées. Torna a Torino gli anni seguenti con Qu'ils reposent en revolte (Des figures de guerres) (FIPRESCI al Bafici), e Les Éclats (ma gueule, ma révolte, mon nom) che gli vale il Premio per il miglior documentario internazionale.