05/10/2017

Ricordo di un giusto

La prima parola che viene alla mente pensando a Giorgio Pressburger è che era un Giusto, una grande persona e un punto di riferimento che oggi non viene meno. Poi che era un instancabile curioso del suo tempo e un formidabile viaggiatore nella memoria. Infine che era uno di quei rari casi d'artista molteplice (sapeva di cinema, letteratura, teatro, opera e musica, narrativa e giornalismo) capace di tradurre la sua esperienza in quella pratica creativa che chiamiamo organizzazione culturale. 

Nonostante i molti premi ottenuti, le bellissime critiche ai suoi lavori, il posto che di diritto si ritaglia nella cultura del secolo appena trascorso, forse nessun capolavoro vale la sua creazione del Mittelfest di Cividale nel Friuli, caso raro di manifestazione onnicomprensiva dedicata alla cultura mitteleuropea.

Alle Giornate degli Autori portò lo scorso anno il suggestivo e personalissimo Il profumo del tempo delle favole, tratto dal suo romanzo, diretto da Mario Caputo, da Giorgio raccontato in prima persona e interpretato con silente eloquenza dei gesti. Ne discutemmo a lungo, in fase di selezione, tanto era alta la sfida di quel testo e tanto complessa la sua resa visiva. Alla fine, anche grazie al supporto di Roberto Cicutto e di Istituto Luce Cinecittà che lo aveva prodotto, il film ebbe un successo inatteso e particolarissimo, fino a diventare un caso nel clamore spesso confuso di un grande festival di cinema.
Altre volte abbiamo collaborato e sognato progetti in comune. Ma quella sera di un anno fa alla Villa degli Autori, ventosa e quasi sospesa nel tempo e nello spazio, rimarrà per molti di noi irripetibile e rara. Un gioiello che Giorgio ci regalò con la sua generosità mai sazia, capace di esplorare il nuovo tenendo le radici ben piantate nel suo tempo e nel suo ricordo.

Ci siamo voluti bene e quell'affetto era una specialità di Giorgio, il suo regalo a tanti, senza mai malizia, senza invidia, senza rammarichi: animato dal piacere di darsi, di condividere la conoscenza e le emozioni.
Di lui molti, a cominciare dall'amico per eccellenza Claudio Magris, racconteranno l'unicità, l'arte, la profondità. A noi oggi spetta un silenzioso applauso per un Giusto che va tra i Giusti. 

Ti sia lieve la terra.

Giorgio Gosetti