Eventi Speciali

Happy Lamento

di Alexander Kluge
Germania, 2018, 93', colore, DCP
Sceneggiatura
Alexander Kluge, Feat. Khavn
Giovedì 30 Agosto 2018
20:00 Sala Pasinetti Press, Industry
 
Domenica 02 Settembre 2018
11:30 Sala Perla Pubblico, tutti gli Accrediti
Segue incontro con il pubblico
 

sceneggiatura
Alexander Kluge
Feat. Khavn

fotografia
Thomas Willke
Albert Banzon
Thomas Mauch
Erich Harandt

montaggio
Andres Kern
Kajetan Forstner
Roland Forstner
Toni Werner

musica
Khavn
suono
Michael Kurz
Stephan Holl
Toni Werner

interpreti
Helge Schneider
Heiner Müller
Galina Antoschewskaja
Peter Berling

produzione
Kairos-Film
produttori
Alexander Kluge
Stephan Holl

in collaborazione con
Rapid Eye Movies
in associazione con
Feat. Khavn

vendite internazionali
Rapid Eye Movies
contatto

Questo è un film d'autore - come tanti ne ho fatti in passato. E contemporaneamente, è un lavoro in collaborazione con lo straordinario e giovane regista di Manila, Khavn. Queste due cose messe insieme producono un'opera musicale speciale. Il cuore del film riguarda la luce elettrica, il circo, la canzone Blue Moon e le guerre tra bande di ragazzini per le strade a nord di Manila, un luogo selvaggio oltre che inaccessibile agli occhi occidentali. Blue Moon, la canzone che un tempo veniva identificata con la voce di Elvis Presley, si riferisce a una fase della luna che in realtà potrebbe non apparire mai: come succede spesso con l'amore. Che a volte non accade "mai". Vediamo come il circo giunga in città con l'arrivo del presidente Trump al summit del G-20 di Amburgo nel 2017; vediamo come le guerre di strada dei bambini a Manila vadano avanti da anni; Helge Schneider appare come un "serpente umano luminoso" allo stesso modo di Annabelle: Serpentine Dance del 1895 di Thomas Edison; il mio amico drammaturgo Heiner Müller filosofeggia sulla luna; ascoltiamo un requiem per le merci che restano invendute il sabato; vediamo la drammatica evacuazione di un circo in Russia e il tentativo di salvare gli elefanti durante la fuga dai carri armati tedeschi nel 1941; la pulizia tranquilla degli elefanti nel primo mattino è in contrasto con il nostro mondo che diventa sempre più selvaggio; la poetessa Ann Cotten appare nel ruolo di King Kong - l'eroe cinematografico che difende ciò che ama fino alla morte. Questo tema, che rappresenta la fine del film, prende spunto dal mio libro, Kong grosse Stunde: Chronik des Zusammenhangs. Anche gli elefanti sono già apparsi come personaggi di spicco nel mio film Die Artisten in der Zirkuskuppel: Ratlos (Artisti sotto la tenda del circo: perplessi), presentato a Venezia nel 1968. Quanto sembrano violentemente diverse le immagini di Happy Lamento rispetto a quelle del mondo di cinquant'anni fa!


 

Filmografia

Filmografia parziale
2018 Happy Lamento
1986 Vermischte Nachrichten (Notizie varie)
1985 Der Angriff der Gegenwart auf die übrige Zeit
(The Assault of the Present on the Rest of Time,
L'assalto del presente al resto del tempo)
1983 Die Macht der Gefühle
(The Power of Emotion, La forza dei sentimenti, doc)
1980 Der Kandidat 
(The Candidate, Il candidato, doc)
1979 Die Patriotin 
(The Patriotic Woman, La patriota)
1978 Deutschland im Herbst 
(Germania in autunno)
1976 Der starke Ferdinand 
(Strongman Ferdinand, Ferdinando il duro)
1974 In Gefahr und größter Not bringt der Mittelweg den Tod
(In Danger and Dire Distress the Middle of the Road Leads to Death,
Quando un grave pericolo è alle porte le vie di mezzo portano alla morte)
1973 Gelegenheitsarbeit einer Sklavin
(Part-Time Work of a Domestic Slave,
Le occupazioni occasionali di una schiava)
1968 Die Artisten in der Zirkuskuppel: ratlos
(Artists Under the Big Top: Perplexed,
Artisti sotto la tenda del circo: perplessi)
1966 Abschied von Gestern
(Yesterday Girl, La ragazza senza storia)

Alexander Kluge (Halberstadt, 1932) è uno degli intellettuali più importanti nella Germania attuale. Il suo imponente lavoro fatto di parole e immagini può essere considerato la continuazione della teoria critica della Scuola di Francoforte. Da giovane è definito come il figlio prediletto di Theodor Adorno (Oskar Negt). I motivi, gli argomenti e le strategie formali del cinema radicale di Kluge sollevano necessariamente molti interrogativi sulla rappresentazione e sul genere, sulla storia e sulla memoria, sulla teoria e il rapporto che intrattiene con la pratica, sulla continua vitalità del modernismo. Nel 1958 Adorno lo presenta a Fritz Lang, per il quale Kluge, l'anno seguente, è uno degli assistenti nella realizzazione de La tigre di Eschnapur. Nel 1962 è tra i ventisei firmatari del Manifesto di Oberhausen, il documento che sancisce la nascita del nuovo cinema tedesco. È il 1966 quando dirige la sua opera prima, Abschied von Gestern (La ragazza senza storia), aggiudicandosi il Leone d'Argento alla Mostra di Venezia, primo regista tedesco a ricevere un premio dalla fine della guerra. Due anni dopo, ancora al Lido, vince il Leone d'Oro con Die Artisten in der Zirkuskuppel: ratlos (Artisti sotto la tenda del circo: perplessi). Nel 2008 presenta uno dei più complessi film della recente storia del cinema: Nachrichten aus der ideologischen Antike: Marx/Eisenstein/Das Kapital, nove ore e mezza nelle quali Kluge reinventa il progetto incompiuto di Sergej Ėjzenštejn di filmare Il Capitale di Karl Marx. Kluge è anche uno dei maggiori scrittori di fine Ventesimo secolo. I suoi lavori sono significativi per la sperimentazione formale e per una critica radicale. Come scrive Rainer Werner Fassbinder nel 1982, la sua prosa «certifica, alla fine, quello che è uno dei suoi principali obiettivi, mettere in discussione ogni tipo di istituzione, soprattutto quelle dello stato». I suoi saggi critici più importanti sono Öffentlichkeit und Erfahrung (Sfera pubblica ed esperienza), scritto con Oskar Negt e pubblicato nel 1972, e Geschichte und Eigensinn, sempre in coppia con Negt, uscito nel 1981. Mentre tra le sue mostre, si possono citare: dctp - Alexander Kluge. The Interview as Artistic Form (ZKM, Karlsruhe, 2008); The Boat is Leaking. The Captain Lied (Fondazione Prada, Venice, 2017), Pluriversum (Museum Folkwang, Essen, 2017), Gardens of Cooperation (Württembergischer Kunstverein, Stuttgart and La Virreina, Barcelona, 2017) e The poetic power of Theory (Belvedere Haus 21, Vienna, 2018). Infine, tra i suoi libri più recenti pubblica Geschichten vom Kino e Kongs große Stunde - Chronik des Zusammenhangs (L'ora di Kong: Cronaca della correlazione). A settembre 2018 uscirà, invece, il nuovo libro con Ben Lerner, Snows on Venice.

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