Miu Miu Women's Tales

#16 The Wedding Singer's Daughter

di Haifaa Al-Mansour
Italia, Stati Uniti, 2018, 8', colore, DCP
Sceneggiatura
Haifaa Al-Mansour
Domenica 02 Settembre 2018
17:00 Sala Perla Pubblico, tutti gli Accrediti
 

sceneggiatura
Haifaa Al-Mansour
fotografia
Alar Kivilo
musica
Jordan Satta

interpreti
Haylie Neimann
Adam Neimann
Rotana Tarabzouni

produttore
Sara D'Alessio
produzioni
Anonymous Content
Hi Production
produttori esecutivi
SueEllen Clair
Max Brun

ufficio stampa
Chiara Calzavara

È notte a Riad, in Arabia Saudita, negli anni Ottanta. Donne avvolte nei tradizionali abaya neri, dirigendosi verso una sala ricevimenti per matrimoni, esibiscono scarpe dai tacchi scintillanti. Una volta all'interno, mostrano ciò che indossano sotto: splendidi abiti e acconciature selvagge, la loro essenza più vera rimessa in libertà, invisibile agli occhi degli uomini. Nei matrimoni sauditi vigono regole molto severe sulla separazione tra sessi. Tutti gli occhi e le orecchie sono puntati sulla cantante del matrimonio... fino a quando la corrente elettrica si interrompe improvvisamente. «Questa è la peggiore cantante da matrimonio mai sentita», borbottano gli ospiti con condiscendenza. Riuscirà la giovane figlia a salvare la dignità di sua madre?

 

Filmografia

2018 The Wedding Singer's Daughter (cm)
2017 Mary Shelley
(Mary Shelley - Un amore immortale)
2012 Wadjda (The Green Bicycle, La bicicletta verde)
2005 Women Without Shadows (doc)
2001 Ana Wa Alakhar (cm)

«È molto importante cercare di costruire le cose man mano, un passo alla volta. La pazienza alla fine paga. [...] I matrimoni sono lo specchio fedele della società dell'Arabia Saudita: segregata, frammentata in base al genere e alla classe di appartenenza. Volevo raccontare la storia di queste persone e coglierne la dolcezza. [...] È molto importante che le donne raccontino le loro storie. E a volte non è per nulla facile. [...] Per me, la ragazzina rappresenta il futuro, e il futuro appartiene agli outsider».

Haifaa Al-Mansour è la prima regista donna in Arabia Saudita ed è considerata una delle figure cinematografiche più rilevanti. Studia letteratura comparata presso l'Università Americana del Cairo e completa un Master in Studi Cinematografici presso l'Università di Sydney. Dopo il cortometraggio d'esordio, Ana Wa Alakhar, nel 2005 realizza il documentario Women Without Shadows.
 Nel 2012 debutta nel lungometraggio di finzione. Wadjda è anche la prima opera girata interamente in Arabia Saudita da una regista. Presentato alla Mostra di Venezia, il film riceve ampi consensi dalla critica. Da Wadjda, per il gruppo editoriale Penguin, pubblica The Green Bicycle. Nel 2017 dirige Mary Shelley interpretato da Elle Fanning e Douglas Booth. Attualmente sta lavorando alla post-produzione di Nappily Ever After, con Sanaa Lathan. Al-Mansour è la prima artista della regione del Golfo Arabico a essere invitata ad aderire all'Academy of Motion Pictures Arts and Sciences.

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